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Videomaker, come scegliere l'attrezzatura giusta? Vi racconto il mio approccio minimalista

27/11/2022 23:00

Vito Sugameli

Filmmaking, attrezzatura,

Videomaker, come scegliere l'attrezzatura giusta? Vi racconto il mio approccio minimalista

Vi racconto il mio, personale,  metodo di lavoro: girare con poca, fondamentale, attrezzatura e compensare con fantasia e creatività.

Vi racconto il mio, personale,  metodo di lavoro: girare con poca, fondamentale, attrezzatura e compensare con fantasia e creatività: ecco perchè mi considero un filmmaker minimalista. 

Qual è la quantità minima di attrezzatura di cui c’è bisogno per girare un video? Domanda da un milione di dollari. La risposta è: dipende. Dipende da che tipo di video si tratta, dal budget, dal team che avete attorno, da quali sono le proprie aspettative rispetto a quel lavoro. E ancora: si tratta di un progetto creativo o di un lavoro per un cliente che paga? Qual è la destinazione del video, è un video per YouTube o è un contenuto corporate che va sul sito ufficiale di un’azienda? Insomma, le variabili che avrei bisogno di conoscere per rispondere in modo esaustivo alla domanda iniziale – di che attrezzatura c’è bisogno per iniziare a girare un video – sono moltissime.

Francesco Faraci - Foto di Valentina PellitteriFoto di Valentina Pellitteri

Quello che posso dire è che, per esperienza, la maggior parte dei videografi alle prime armi tende a spendere il 90% del proprio budget nella fotocamera e con il restante 10% tira a campare tra accessori di fascia bassa, obiettivi improvvisati e prestiti dai colleghi. Generalmente si spende poco (o nulla!) per il suono e per i supporti. Eppure qualunque filmmaker e videomaker vi dirà che un'ottica di qualità, in genere, dura oltre 10 anni mentre la fotocamera viene sostituita mediamente ogni tre anni: di conseguenza, andrebbero proprio riviste da zero le priorità e gli investimenti.

 

Tuttavia non è mia intenzione fare i conti in tasca a ognuno di voi: sapete perfettamente da soli in cosa desiderate spendere e quello, invece, su cui arrangiarsi. Qual è il fine di questo articolo, allora? Come sempre metterla sul piano pratico, come piace a me. Di seguito provo a raccontarvi il mio – personale – metodo di lavoro: girare con poca, fondamentale, attrezzatura che ho cercato con cura negli anni per compensare con fantasia e creatività. Mi considero, infatti, un filmmaker minimalista. Vi spiego cosa intendo.

Emanuele Crialese, Angelo Turetta, Enzo Carpineta - Foto di Ivan Puglisi

Cosa significa, per me, essere un filmmaker minimalista

Sostanzialmente, essere un filmmaker minimalista per me vuol dire girare a mano libera e avere poca attrezzatura ma funzionale a ciò che devo realizzare. Il mio corredo l'ho acquistato poco per volta a seconda delle necessità dettate dalla situazione professionale del momento. Quando mi occupavo anche di fotografia, avevo una Canon 5D Mark III che eccelleva come tuttofare, era una camera versatile ma anche molto pesante e basilare per il video. Oggi, dedicandomi perlopiù al video di reportage, ho spostato il mio sguardo verso Sony, prima con la A7SII (ancora oggi un piccolo gioiello, sempre più difficile da reperire) e successivamente con A7SIII: una cinepresa in miniatura che consente di fare praticamente di tutto in un corpo compatto e leggero, specie se confrontato con le reflex.

 

Quindi, da dove iniziare? Io ho scelto Sony ma voi potreste preferire Nikon, Fujifilm o Canon. Consiglio di provare le camere e prenderle in mano, per analizzare le sensazioni che vi resistuiscono. In linea generale - se siete alle prime armi - potreste rivolgervi al mercato dell'usato, facendo affari su Subito.it (con TuttoSubito siete tutelati da truffe) o consultare le offerte dei rivenditori specializzati in attrezzatura ricondizionata: esistono infatti tantissime realtà, da nord a sud, che consentono di risparmiare un buon 30%, e quasi tutte dispongono di un e-commerce per l'acquisto online con garanzia di 1 o 2 anni. Consiglio invece il noleggio per i filmmakers che intendono girare cortometraggi e puntare in alto in termini di resa, purchè nella tropue ci sia qualcuno in grado di sfruttare al massimo le attrezzature cinematografiche (cineprese e obiettivi). Tuttavia, non siate snob: che ci crediate o no, ci sono un mucchio di ottime riprese che potete realizzare anche con uno smartphone  di alta qualità; le funzionalità che mancano sono compensate da app divertenti e facili da usare.

Date la priorità agli obiettivi professionali

Per gli obiettivi il mio consiglio è di iniziare con due lunghezze focali strategiche, in grado di coprire più o meno tutte le necessità. Personalmente uso il 28-75mm f2.8 (acquista su Amazon) e il 70-180mm f2.8 (acquista su Amazon), entrambi della Tamron: due ottiche leggere, economiche, dalla resa eccezionale. Le ottiche fisse (35mm e 85mm, f1.4 o f1.8) garantiscono sfocati migliori e sono generalmente da preferire rispetto agli zoom, ma dipende ancora una volta dal vostro modo di lavorare e dalla tipologie di video che vi piace realizzare. Vi garantisco che con il tempo (e i guadagni) l'attrezzatura migliorerà, ma ritengo abbia poco senso spendere cifre esorbitanti quando si ha poca conoscenza del mercato e ancor meno clienti disposti a darci fiducia.

In termini di supporti e accessori, il minimo è possedere un monopiede (acquista su Amazon) e un treppiedi con testa fluida (acquista su Amazon) per spettacoli ed eventi; per chi fa tante riprese in movimento è consigliabile acquistare uno stabilizzatore a 3 assi (DJI o Zhiyun Crane) o uno spallaccio (acquista su Amazon). In futuro potreste pensare di riggare la vostra camera con cage e accessori. Importantissimo - e mai abbastanza considerato - il reparto audio, un aspetto imprescindibile per chi vuole fare video professionali: che facciate interviste o riprendiate un evento dal vivo, registrare l'audio ambientale con un buon microfono vi consentirà di realizzare video in cui lo spettatore si immedesimerà più facilmente. Consiglio Rode o Sony se volete partire con una certa qualità, altrimenti Synco (acquista su Amazon) o Moman (acquista su Amazon) possono andar bene se avete budget limitati. Non deve mai mancare infine un registratore esterno: ho sempre con me lo Zoom H2n con accessori (acquista su Amazon) da almeno 5 anni e non mi ha mai tradito. Io non lo uso ma per alcuni potrebbe essere necessario una luce LED tascabile, da lasciare sempre nello zaino quando si presentano condizioni di luce particolarmente drammatiche
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Emanuele Crialese, Angelo Turetta, Enzo Carpineta - Foto di Ivan Puglisi

Per chi fa reportage: attrezzatura agile e comoda

A volte penso che mi piacerebbe disporre di uno studio grande, dotato di attrezzature mirabolanti e di fascia alta, potendomi inventare tutto ciò che mi dice la testa. Il mio lavoro – e quello di molti miei colleghi – però è un’altra cosa. Quando mi dedico al wedding o quando filmo gli eventi, quando giro da un posto all’altro per filmare spot e videoclip la parola d’ordine è una sola: comodità. Ho bisogno di inserire tutto in uno zaino o in un piccolo bagaglio a mano da portarmi facilmente dietro. Spesso, tra l'altro, non dispongo nemmeno di uno spazio dove depositare la mia attrezzatura in sicurezza. Risultato? Me la tengo addosso.

Francesco Faraci - Foto di Valentina PellitteriFoto di Valentina Pellitteri

Sia durante le riprese per le aziende sia nei wedding, porto con me pochissima attrezzatura attaccata fisicamente al mio corpo, tramite questo supporto con fondina (acquista su Amazon): lo considero la scelta migliore per chi deve tenere addosso l’attrezzatura a lungo (averlo durante i wedding reportage, per esempio, è una svolta anche se fa sudare molto); è abbastanza robusto e tiene comodamente una o due telecamere, posizionate in modo sicuro e pronte per essere estratte. Inoltre, essendo fissato al torace con delle cinghie, lascia le mani libere. Fate attenzione però a non caricare troppo la fondina: si tratta pur sempre di un accessorio economico in plastica. Consigliato se portate con voi due camere dal peso differente. Se invece utilizzate ottiche fisse dal peso equivalente, potreste considerare l'acquisto della doppia tracolla (acquista su Amazon).

Emanuele Crialese, Angelo Turetta, Enzo Carpineta - Foto di Ivan Puglisi

Il metodo "run and gun"

Nell'atto pratico, porto sempre con me due camere dotate di tracolla della Peak Design che mi ha cambiato la vita (acquista su Amazon), insieme al supporto con fondina segnalato poco sopra (il cui nome mi fa troppo ridere). Aggiungo il VideoMic Go della Rode (acquista su Amazon), il registratore esterno Zoom H2n (acquista su Amazon) e il DJI Mini 3 (acquista su Amazon), un drone leggerissimo e performante che vi permette di portare sempre a casa il materiale. Questa, in breve, è l'attrezzatura che mi permette di filmare la scena che ho davanti in pochissimi istanti nella frenesia di tutti i giorni. Per lavori da set o in studio, va da se che occorre tutto un altro tipo di setup.

Ovviamente quando mi trovo fuori sede non posso fare tutto quello che vorrei con i mezzi tecnici che possiedo, di conseguenza spesso utilizzo mezzi di fortuna che trovo nelle location in cui giro (carrelli, trolley, lampade da comodino) e molta, molta luce naturale. Ne sono convinto: niente ti insegna a usare la luce come girare fuori dallo studio e sperimentare in condizioni disperate. Sembra una banalità ma più vado avanti con il lavoro più mi convinco che il primo strumento che un filmmaker deve avere sempre con sé è la fantasia, la capacità di adattarsi e l’intuizione. Insomma, quello che non si ha in attrezzatura… lo si compensa in creatività.

I matrimoni, in questo senso, sono un'ottima palestra.

Emanuele Crialese, Angelo Turetta, Enzo Carpineta - Foto di Ivan Puglisi

In un prossimo articolo vi parlerò della mia postazione per l'editing video. Vuoi saperne di più sul mio metodo di lavoro o desideri chiedermi un consiglio sull'attrezzatura? Contattami e sarò felice di darti un consiglio.

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