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Filmmaker o videomaker? Ti spiego qual è la differenza tra questi due professionisti (e come scegliere a chi

12/06/2022 21:00

Vito Sugameli

Filmmaking, Piano9,

Filmmaker o videomaker? Ti spiego qual è la differenza tra questi due professionisti (e come scegliere a chi rivolgerti)

In questo articolo ti spiego chi è il filmmaker, chi è il videomaker, qual è la differenza e a chi rivolgerti a seconda di quello di cui hai bisogno

In questo articolo ti spiego chi è il filmmaker, chi è il videomaker, qual è la differenza e a chi rivolgerti a seconda di quello di cui hai bisogno. E, ovviamente, ti spiego chi sono io e che cosa faccio!

«E tu che fai nella vita?»

«Sono un filmmaker»

«Ah, e cioè?»

«Faccio video».

 

Ci piacerebbe tutti illuderci di non avere mai intrattenuto una conversazione del genere durante una cena tra amici e conoscenti, ma dobbiamo dire le cose come stanno: nessuno ha idea di che cosa sia il lavoro del filmmaker e meno che mai conosce la differenza con il termine videomaker. Quindi, è normale semplificare: alzi la mano chi di noi non si è trovato a rispondere «Faccio video» alla domanda sul proprio lavoro. In realtà, sappiamo che si tratta di una risposta non solo sbrigativa ma anche scorretta: filmmaker e videomaker sono professioni diverse che, sebbene vengano continuamente scambiate e confuse tra loro, contengono competenze differenti. In questo articolo ti spiego chi è il filmmaker, chi è il videomaker, qual è la differenza e a chi rivolgerti a seconda di quello di cui hai bisogno.

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Filmmaker o videomaker: le differenze

Il filmmaker, che potremmo tradurre come “creatore di film”, è colui che è in grado di realizzare un film in tutte le sue fasi di lavorazione. Entriamo nello specifico? Il filmmaker ha un’idea, la scrive in forma di soggetto e sceneggiatura, si occupa delle riprese, lavora al montaggio; oppure mette insieme una squadra di collaboratori che lo supportano, pur restando il capofila del progetto. È una figura a metà tra il regista cinematografico e lo showrunner televisivo: coordina il team di scrittura, collabora con la produzione, è a capo del set (dirige gli attori e la troupe), segue la postproduzione. E il videomaker? Bè lui si occupa di realizzare il video: riprende e monta (capita che effettui solamente le riprese o la post-produzione), in autonomia o con dei collaboratori, ma non partecipa all’ideazione o allo script e - solitamente  - viene contattato quando la fase di pre-produzione è terminata e ci si accinge ad aprire il set. Capito la differenza? Si tratta, sostanzialmente, di professioni diverse. In comune, hanno l’essere professionisti dell’audiovisivo.

Chi conviene contattare e per che cosa

Come dicevo all’inizio, il confine tra queste professioni è sottile e - sempre per essere sinceri - viene reso ancora più labile dalla necessità di tutti noi di darci da fare, trovare clienti, lavorare. Ma voglio dirti che esiste, in effetti, un motivo per cui contattare un filmmaker o un videomaker. Se ti serve un professionista che segua la realizzazione di un prodotto audiovisivo (uno spot, un commercial, un documentario, un videoclip) dall’ideazione sino alla post-produzione, allora hai bisogno di un filmmaker: solitamente, il filmmaker ha competenze ed esperienze anche in campo creativo - ha studiato/conosce il cinema o ha lavorato sui set e in tv - e il suo apporto è anche di tipo produttivo e espressivo. Se quello che devi realizzare è un video promozionale o per un evento… forse ti serve un videomaker: non un professionista con competenze integrate ma un vero esperto di riprese e montaggio; il videomaker, infatti, può non avere collaborazioni a tutto tondo nella filiera dell’audiovisivo ma essere specializzato nel girare un video oppure nella post-produzione.

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E io, chi sono e che cosa faccio?

Non è una domanda esistenziale, tranquillo, ma una naturale questione che ogni professionista si pone rispetto al proprio lavoro. Solo dopo avere risposto a questa domanda sono in grado di motivare il perché dovresti rivolgerti a me. Io sono un filmmaker. Non mi vergogno nemmeno un po’ – anzi, forse ne sono anche orgoglioso – di definirmi un autodidatta: il cinema è la mia più grande passione, sin da bambino, e guardando/studiando i film (di ogni genere, contenuti speciali nei dvd sempre siano lodati) ho imparato tutto ciò che a oggi conosco. Ma d’altra parte sono anche un nerd, un amante della tecnologia, dei fumetti e dei videogiochi di cui sono accanito consumatore.

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Aystone logo

La passione mi ha portato a muovere i primi passi sui set creativi - cortometraggi a cui sono, ancora, tanto affezionato - e, in seguito, a fondare Piano9 che, oggi è una Associazione di Promozione rivolta a filmmaker e produzioni indipendenti. Con Piano9, dal 2013, realizzo progetti audiovisivi insieme a una squadra di collaboratori: qui ho imparato cosa vuol dire fare un film, dalla sua nascita sulla carta al montaggio finale. 

Perché ti racconto queste cose? Perché nella mia formazione c’è il cinema e l’integrazione delle conoscenze, delle passioni, delle competenze. Tornando all’inizio, cosa fa di me un filmmaker? La mia formazione, certamente, ma anche il modo in cui approccio ogni progetto audiovisivo - spot, reportagewedding - considerandolo un piccolo film. Prima di prendere il lavoro, mi piace parlare con il cliente e capire qual è la sua aspettativa; a questi spunti, poi, unisco le mie suggestioni creative e inizio a studiare un modo per realizzare l’idea in modo originale ma senza strafare.

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Per farlo, vedo un mucchio di video su Youtube, opere di filmmaker estremamente talentuosi, provando a replicare i loro risultati; ma l’ispirazione spesso mi arriva anche dai film che vedo al cinema e dalle serie in tv. Da filmmaker, appunto, penso che sia fondamentale aprire la mente e non ragionare a compartimenti stagni: non si può mai sapere quando un movimento di macchina che hai visto in un episodio di Stranger Things potrà servirti come idea di partenza per uno spot.

Inoltre, mio punto di vista, è bello presentarsi dai clienti con idee che provengono dal cinema, dai video musicali delle popstar internazionali, dai grandi documentari: limitarsi a girare video commerciali “come fanno tutti gli altri” vuol dire tarparsi le ali e anche impedirsi di emergere dalla massa. Invece a me piace, per esempio, quando lavoro per i matrimoni, considerare i miei sposi come i protagonisti di un film: qual è la loro storia, come raccontare chi sono e il mondo che li circonda? Senza tuttavia risultare invadente. Allo stesso modo, se giro un videoclip, cerco di carpire l’essenza dell’artista e scrivere attorno a lui/lei un racconto. Personalmente, lo trovo molto più divertentente.

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Spero che questo "chiarimento" sia stato utile. Per scoprire che cosa faccio e quali sono i miei servizi video, puoi scrivermi e richiedere un preventivo gratuito. Sarò felice di illustrarti personalmente il mio metodo di lavoro.

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